Il Cantiere dell'Inclusione
Vai a Anno 2009

Il progetto "Il cantiere dell'inclusione", finanziato con risorse CIPE per circa 500 mila euro, ideato e promosso dagli Assessorati alle Politiche Sociali dei Comuni di Bari, Mola di Bari e Triggiano e affidato all'ATI Consorzio Meridia - Consorzio Elpendù, è volto a prevenire e contrastare la violenza, attraverso percorsi integrati di inclusione sociale e lavorativa.

Nell'ambito del progetto "Il Cantiere dell'Inclusione", la Cooperativa Sociale C.A.P.S. si è occupata della gestione delle attività di sensibilizzazione alla violenza, realizzata attraverso la realizzazione di laboratori scolastici presso tre scuole individuate nei Comuni promotori del progetto e tramite il supporto dell'Unità di Strada, oltre che dell'azione di sostegno psicologico a favore delle donne e dei minori beneficiari del progetto.

 

Il progetto è rivolto a donne e minori vittime di abuso, maltrattamento, violenza fisica e psicologica, oltre che a minori autori di bullismo, residenti negli ambiti territoriali di Bari, Mola di Bari (con i Comuni di Noicattaro e Rutigliano) e Triggiano (con i Comuni di Adelfia, Capurso, Cellamare e Valenzano).

Esso persegue l’obiettivo di prevenire e contrastare la violenza attraverso percorsi integrati di inclusione sociale e lavorativa di soggetti che vivono direttamente e non o che siano stati esposti a situazioni di violenza o illegalità, e, in casi eccezionali e motivati, anche autori.

È rivolto principalmente a donne e minori per i quali sarà attuato un progetto individualizzato e di accompagnamento lungo il percorso che come tassello finale prevede l’inserimento sociale o lavorativo. Tale percorso sarà di sostegno, ascolto, scambio, guida e formazione al fine di rendere il soggetto progressivamente compatibile alle esigenze territoriali.

Ciò dovrebbe consentire ai soggetti individuati, selezionati dai Servizi Sociali, su segnalazione dei Centri Antiviolenza e di altri servizi (UEPE, USSM) pari opportunità, in contrasto con la carenza di possibilità lavorative di cui soggetti così fragili sono portatori.

Da tale condizione deriva la possibilità di migliorare la qualità di  vita dei contesti familiari dei soggetti esposti alla violenza o all’illegalità, attraverso un recupero di risorse economiche in primis, così da non aggiungere altra sofferenza con l’abbandono del proprio luogo abituale di vita per la ricerca di un impiego.

Il senso di efficacia permette di combattere il senso di impotenza e innalza il livello di autostima prevenendo ulteriori situazioni di violenza e degrado.
Cosa non meno importante, la garanzia di entrate attraverso una attività lavorativa ridarà il senso di famiglia che si autosostiene, senza interventi assistenziali o assistenzialistici, ridonando un senso di completa autonomia, oltre che la possibilità di acquisire abilità specifiche e professionali inerenti i compiti assegnati.

Obiettivo del Progetto sarà altresì di coordinare le politiche di inclusione lavorativa tra gli ambiti del PIT 3 (Bari, Mola di Bari, Triggiano) coinvolti.

Destinatari di tale percorso sono stati 33 cittadini, che vivono situazioni di violenza o vi sono esposti selezionati dai Servizi Sociali territoriali, su segnalazione dei Centri Antiviolenza e altri servizi territoriali.

Destinatari  delle attività di sensibilizzazione sono state le comunità dei territori coinvolti, con particolare riferimento alle scuole. 

Lo scopo principale dell’azione di accompagnamento all’Inserimento Lavorativo è quello di incentivare ed accrescere l’interesse generale della comunità nei confronti della  promozione umana e dell'integrazione sociale dei cittadini, attraverso lo svolgimento di attività di impresa, finalizzate all'inserimento ed all'integrazione sociale e lavorativa di soggetti che vivono situazioni di violenza o che ad essa sono esposti (autori o vittime).

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