Egeria. Azioni di contrasto alla tratta
Vai a Anno 2009

Obiettivo generale del progetto “Egeria” consiste nell'accompagnare le persone vittime di tratta all’affrancamento da situazioni di sfruttamento, affinché possano raggiungere un’autonomia personale di vita e una buona integrazione nel tessuto sociale.

 

Azioni specifiche del progetto “Egeria”: 

  • offerta di informazioni;
  • riduzione del danno e difesa della salute (servizi a bassa soglia attraverso il drop in e l’unità mobile di strada);
  • assistenza e protezione delle vittime (casa di fuga e casa di accoglienza);
  • informazione e sensibilizzazione dei cittadini sul tema del mercimonio degli esseri umani.

Il progetto individua  come focus territoriali centrali degli interventi le provincie di Bari e di Brindisi e il Comune di Martina Franca (prov .di Taranto).
L’intervento proposto e gestito dalla Cooperativa Sociale C.A.P.S. (ente gestore del progetto) riguarda il consolidamento e l’ampliamento delle attività del Drop-in e dell’Unità di strada. La gestione della casa di fuga è affidata all’Associazione Pasquaro onlus, mentre la casa di accoglienza residenziale è gestita dall’Associazione Micaela Onlus

L’Unità mobile di Strada copre la S.S. 96, la S.S. 100, la S.P. 231(ex SS 98), la S.P. Bitonto-Palo del Colle e le strade della provincia di Brindisi e Taranto. Opera nella logica della riduzione del danno e come ponte per la costruzione di contatti e relazioni con il target, per la creazione delle condizioni necessarie all’avvio di un eventuale percorso di protezione e integrazione sociale. Gli interventi si articolano in: distribuzione di materiale e strumenti di prevenzione e di prima necessità; aggancio e presa in carico individuale; mappatura del territorio e monitoraggio del fenomeno; attivazione della rete territoriale; orientamento e supporto; accompagnamento ai servizi e screening sanitari.
Parte integrate della politica di riduzione del danno è il Drop in: struttura di bassa soglia ideata per informare ed orientare, in senso legale e psicologico.

La casa di fuga di Brindisi offre invece i seguenti servizi: accoglienza; accompagnamenti sanitari e accompagnamenti in Questura per l’avvio delle pratiche amministrative.

La casa di accoglienza dell’associazione Micaela opera per l'ottenimento dei documenti di identità e del permesso di soggiorno; offre mediazione interculturale e assistenza psico-pedagogica; organizza corsi di alfabetizzazione linguistica e informatica, orientamento al lavoro e attivazione di tirocini formativi.

Gli utenti che si sono rivolte al Drop in Center gestito dalla Cooperativa Sociale Caps della città di Bari hanno potuto sperimentare una presa in carico che ha significato: sicurezza, protezione, contenimento e supporto psico-sociale. Grazie al metodo di lavoro, attento alle storie individuali, sia alla rete e alle risorse della cooperativa, si è collaborato con le forze dell’ordine e le altre realtà appartenenti al privato sociale presenti sul territorio.

Il Drop In ha rappresentato uno spazio articolato e flessibile volto a promuovere l’acquisizione di consapevolezza e competenza delle persone coinvolte nello sfruttamento, dimensioni utili a conseguire un maggior livello di autonomia e finalizzate all’avvio di percorsi di protezione e di inclusione sociale, attraverso una strategia di responsabilizzazione e coinvolgimento delle reti territoriali e delle comunità locali. Il drop-in si caratterizza come luogo di accoglienza ed ascolto, nel quale quotidianamente molte persone, grazie al collegamento con il Centro Diurno dispongono di servizi di base (mensa, lavanderia, doccia, sistemazione in dormitori presenti sul territorio ecc.), nonché di assistenza psicologica e di consulenza, spesso maturando lentamente la consapevolezza della propria condizione di sfruttamento ed il coraggio di denunciare/spezzare i legami con la rete della schiavitù/servitù. Inoltre il drop-in è anche un punto di riferimento per le istituzioni che, non di rado, promuovono interventi ed anche per tutti coloro che, necessitano di segretariato sociale per meglio usufruire di servizi presenti sul territorio ci sono stati anche collegamenti in rete tra numero verde e drop-in.

L’Unità di strada è intesa come medium flessibile a misura di territorio, adatta a veicolare i messaggi di prevenzione (malattie sessualmente trasmissibili, uso di stupefacenti, percorsi di protezione sociale) e a “farsi ponte” verso i servizi per coloro che non vi accedono. Gli operatori hanno effettuato tre uscite settimanali di cui due di mattina 9.00/13.00 e una serale 20.00/00.00 contattando le ragazze e distribuendo materiale divulgativo e informativo in lingua, condom the freddo e/o caldo sull’ UDS è presente se necessario e concordato preventivamente un medico per i prelievi. E’ all’interno dello scenario del comprensorio nord-barese di capitanata, di Bari città e del sud Barese,e in particolare sulle arterie stradali principali e parallele S.S. 96, la S.S. 100, la S.P. 231(ex SS 98), la S.P. Bitonto-Palo del Colle e le strade della provincia di Brindisi e Bari città (Stadio San Nicola e Comune di Modugno) che, insieme ad una fittissima rete di strade minori, collegano a attraversano i territori tra di loro, ma anche sulle strade periferiche del capoluogo pugliese. L’ UDS Opera nella logica della riduzione del danno e come ponte per la costruzione di contatti e relazioni con il target, per la creazione delle condizioni necessarie all’avvio di un eventuale percorso di protezione e integrazione sociale. Gli interventi si articolano in: distribuzione di materiale e strumenti di prevenzione e di prima necessità; aggancio e presa in carico individuale; mappatura del territorio e monitoraggio del fenomeno; attivazione della rete territoriale; orientamento e supporto; accompagnamento ai servizi e screening sanitari.

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