Il servizio
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La Comunità terapeutica "Artemisia", sita a Bari, in Corso Umberto I, 57 e attiva dal 2002, accoglie donne tossicodipendenti con e senza figli.

Sede iscritta all'Albo degli Enti ausiliari ex art. 116 DPR 309/90 con determina dirigenziale n. 330 del 02/08/02, pertanto autorizzata all'esercizio.

La dipendenza da sostanza è un problema di salute sia per gli uomini, che per le donne, per tutte le età e per tutti gli strati sociali; tra le donne, tuttavia, l’uso di sostanza presenta delle caratteristiche per cui è necessario un trattamento differenziato.

Le donne incontrano, inoltre, maggiori ostacoli nel richiedere e ricevere aiuto, per via dello stigma sociale di madre non “buona”, per il timore che le vengano sottratti i figli. oltre che per la mancanza di supporto da parte del partner.

La cura della tossicodipendenza non è assimilabile ad altre esperienze di cura, in cui la parte subisce passivamente l’intervento, ma richiede una capacità di risposta e coinvolgimento attivo, oltre ad una motivazione profonda al cambiamento.

E’ la ridefinizione di nuovi ruoli, dinamiche, linguaggi e pensieri da ricostruire nell’ottica di una nuova identità socio-relazionale. E’ abbandonare quella parte del “non essere quando c’è la sostanza”, è andare a cercare la vera essenza del sé rimasta imbrigliata da rituali e milioni di ossessioni del tempo dell’uso.

Così, il prendersi cura “in spazi di accoglienza”, deve inserirsi in una rete di opportunità e occasioni di progressiva autonomia personale da parte dei soggetti accolti.
Il lavoro in comunità è  impostato sul restituire alla donna il senso di dignità e libertà e sul costruire il proprio modo di essere “madre” su nuove basi, ossia divenendo il porto sicuro, il rifornimento affettivo, ed il contenimento dalle angosce e dalle paure che il bambino cerca in sua madre.


Le azioni si dividono in:

  • socio-sanitarie: contatti con i familiari; l'accompagnamento sanitario sia relativo all'area delle dipendenze patologiche, attraverso un lavoro congiunto con i Ser.T., che alla medicina generale; contatti con i Servizi Sociali di riferimento e con il Tribunale per i Minorenni; inserimenti scolastici; rapporti con gli enti di formazione; rapporti con il territorio.
  • terapeutico-riabilitative:  colloqui psicologici individuali; colloqui motivazionali e di ri-definizione di norme ed obiettivi del programma; confronti educativi sulla relazione madre-figlio;  gruppi di confronto sulla vita e le dinamiche comunitarie; geno-gramma; ricerca orientata d'esperienze formative e lavorative per le ospiti; lavoro di  cura e manutenzione ordinaria della struttura.
  • attività di laboratorio, di socializzazione, formative e ludico-ricreative.

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